Appare come se spuntasse dal nulla, sul balcone, la casa chiusa da anni.
Impensabile immaginare il suo ritorno.
Due parole, semplicemente chiedo; "come va?"
"Bene, come sempre. Nessuna novità"; risponde.
Ora stende i panni, come sempre, dice lui....
Rientro in casa, impreparata a quell'apparizione.Non era previsto, il ritorno non era stato calcolato.
Domande nella mia mente.
Perchè è qui? Quando è arrivato? Quando ripartirà?
Spio dalla finestra cercando tra quei panni umidi, maldestramente appesi e apparentemente senza vita, un indizio che possa illuminarmi su come abbia trascorso questi tre anni.
Curiosa, emozionata, sorpresa ma inaspettatamente felice.
giovedì 31 dicembre 2009
lunedì 7 dicembre 2009
CIO' CHE STA NEL MEZZO
venerdì 4 dicembre 2009
9 DICEMBRE 1991
Ho sempre parlato di lui, ne ho sempre raccontato a chiunque, senza dolore, forse rimpianto, ma certamente con orgoglio.
Lui è stato il primo e per mio immenso desiderio non l’ultimo. Ora a distanza di tanti anni casualmente io mi trovo a scrivere di lui.
Lui è arrivato inaspettato, senza cercarlo come si dice in gergo, come succede con le sorprese meravigliose. Un ritardo, un test, una conferma. Lui già c’è, già esiste , già vive in me. Mi sento catapultata in una nuova dimensione , provo ad immaginarmi e mi sorprendo a sognare più di quanto per indole io già non faccia da tutta la vita. Trascorrono i mesi, c’è una scadenza, fine Gennaio, un acquario penso, come me, e sono felice perché già abbiamo qualche cosa in comune.
Poi , come a volte capita nei sogni più belli , l’incantesimo bruscamente s’interrompe in quel
9 dicembre 1991 e dopo soli 6 giorni anche la vita si interrompe; la sua , e nello stesso istante anche la mia sembra non esistere più, o almeno non avere alcun senso.
Come si fa a comprendere? Come si fa ad accettare?
Si fa! Questa è la vita, questa è la morte.
Un ricordo, una polaroid scattata da un medico compassionevole che mai ho conosciuto e che mai smetterò di ringraziare. Forse una mamma, certamente mamma. Solo una madre sa quanto abbiamo bisogno di fermare su immagini i nostri figli. E’ come averli per sempre, puoi sempre guardarli.
E’ un dolore forte, acuto.
Un pezzetto del mio cuore è stato strappato, è andato perso che ancora oggi non riesco a trovarlo, ho fisicamente percepito la lacerazione , ma tanto cuore ancora è rimasto che mi permette di vivere, sperare desiderare ancora.
E tanto ho desiderato che il destino ha mandato altri due piccoli cuori che ancora palpitano e , grazie a loro, io ancora esisto.
Lui è stato il primo ma non l’ultimo e si sa per il primo si riserva sempre un amore particolare.
Come vuole la leggenda , il primo amore non si scorda mai, il mio primo amore si chiama Mattia.
Lui è stato il primo e per mio immenso desiderio non l’ultimo. Ora a distanza di tanti anni casualmente io mi trovo a scrivere di lui.
Lui è arrivato inaspettato, senza cercarlo come si dice in gergo, come succede con le sorprese meravigliose. Un ritardo, un test, una conferma. Lui già c’è, già esiste , già vive in me. Mi sento catapultata in una nuova dimensione , provo ad immaginarmi e mi sorprendo a sognare più di quanto per indole io già non faccia da tutta la vita. Trascorrono i mesi, c’è una scadenza, fine Gennaio, un acquario penso, come me, e sono felice perché già abbiamo qualche cosa in comune.
Poi , come a volte capita nei sogni più belli , l’incantesimo bruscamente s’interrompe in quel
9 dicembre 1991 e dopo soli 6 giorni anche la vita si interrompe; la sua , e nello stesso istante anche la mia sembra non esistere più, o almeno non avere alcun senso.
Come si fa a comprendere? Come si fa ad accettare?
Si fa! Questa è la vita, questa è la morte.
Un ricordo, una polaroid scattata da un medico compassionevole che mai ho conosciuto e che mai smetterò di ringraziare. Forse una mamma, certamente mamma. Solo una madre sa quanto abbiamo bisogno di fermare su immagini i nostri figli. E’ come averli per sempre, puoi sempre guardarli.
E’ un dolore forte, acuto.
Un pezzetto del mio cuore è stato strappato, è andato perso che ancora oggi non riesco a trovarlo, ho fisicamente percepito la lacerazione , ma tanto cuore ancora è rimasto che mi permette di vivere, sperare desiderare ancora.
E tanto ho desiderato che il destino ha mandato altri due piccoli cuori che ancora palpitano e , grazie a loro, io ancora esisto.
Lui è stato il primo ma non l’ultimo e si sa per il primo si riserva sempre un amore particolare.
Come vuole la leggenda , il primo amore non si scorda mai, il mio primo amore si chiama Mattia.
mercoledì 2 dicembre 2009
martedì 1 dicembre 2009
Sapori e Profumi
IL RICORDO DEI SAPORI E IL SAPORE DEI RICORDI
Torta Pasqualina : Nonna Nuccia e Roberta , Euroflora, Genova, 1992
Paniscia: Nonna Bigina, casa di ringhiera, cortile, pollaio
Cannella: Cambridge, Mrs. Gooch, 43 Ekin Road, King's College, salsa inglese alla cannella
Scones : Tea Room sotto la Galleria, Carole, 3 kg. di troppo
Polenta e baccalà: Nonna Irma, venerdì sera, camino, calore, sorrisi, amore
Arance in insalata con olio e sale : Nonno Giuseppe, bestemmie, contule, scugnizza, affetto smisurato
Gazzosa e vino : Nonno Aldo, pepa tencia, briscola, lampada ad olio, carezze
Tè al Gelsomino : cappello con piume, vestito di velluto, collana di pizzo nero con ciondoli, Dorian Gray, pensieri strappati, parole inventate, emozioni
IL RICORDO DEI PROFUMI E IL PROFUMO DEI RICORDI
Erba bagnata , fieno , fattoria, stalla : la mia prima volta
Rive Gauche ( Yives Saint Laurent ) : Parigi, cena al ristorante Greco, Chantal. Lo uso ancora dopo 25 anni...
Muschio: sottobosco, castagne, Cristina, la scelta dell'amore
Pasta Fissan : i figli, pannoloni e sederi arrossati
Fritto: gnocco fritto, Nonna Gina della suocera, crudo di Parma, candele, lambrusco, racconti, giacche appese all'aria della notte
Lavanda: vecchi armadi , stanza da letto, cassettoni in noce , lenzuola di lino grezzo
Fumo: legna bruciata, camino, poltrona, nebbia e freddo, racconti, risate, Anna
Torta Pasqualina : Nonna Nuccia e Roberta , Euroflora, Genova, 1992
Paniscia: Nonna Bigina, casa di ringhiera, cortile, pollaio
Cannella: Cambridge, Mrs. Gooch, 43 Ekin Road, King's College, salsa inglese alla cannella
Scones : Tea Room sotto la Galleria, Carole, 3 kg. di troppo
Polenta e baccalà: Nonna Irma, venerdì sera, camino, calore, sorrisi, amore
Arance in insalata con olio e sale : Nonno Giuseppe, bestemmie, contule, scugnizza, affetto smisurato
Gazzosa e vino : Nonno Aldo, pepa tencia, briscola, lampada ad olio, carezze
Tè al Gelsomino : cappello con piume, vestito di velluto, collana di pizzo nero con ciondoli, Dorian Gray, pensieri strappati, parole inventate, emozioni
IL RICORDO DEI PROFUMI E IL PROFUMO DEI RICORDI
Erba bagnata , fieno , fattoria, stalla : la mia prima volta
Rive Gauche ( Yives Saint Laurent ) : Parigi, cena al ristorante Greco, Chantal. Lo uso ancora dopo 25 anni...
Muschio: sottobosco, castagne, Cristina, la scelta dell'amore
Pasta Fissan : i figli, pannoloni e sederi arrossati
Fritto: gnocco fritto, Nonna Gina della suocera, crudo di Parma, candele, lambrusco, racconti, giacche appese all'aria della notte
Lavanda: vecchi armadi , stanza da letto, cassettoni in noce , lenzuola di lino grezzo
Fumo: legna bruciata, camino, poltrona, nebbia e freddo, racconti, risate, Anna
domenica 29 novembre 2009
A Te a Me a Noi a Tutti
Eccoti , stretto nel pugno dei ricordi.
Non vuoi mollare la presa.
Non demordi.
Eccoti , impegnato a sperare nel futuro.
Speri così tanto da perderti dietro e dentro quella speranza , che sai , è peggio di tanti ricordi.
Sperare è pericoloso quanto ricordare.
Entrambe situazioni dentro le quali stagnare la vita e i sentimenti .
Bloccato dentro a due realtà dalle quali non sai uscire.Passato remoto e futuro anteriore.
Arginato a precluderti la gioia di vivere del presente.
Non è sufficiente "essere" è necessario"fare"
Non vuoi mollare la presa.
Non demordi.
Eccoti , impegnato a sperare nel futuro.
Speri così tanto da perderti dietro e dentro quella speranza , che sai , è peggio di tanti ricordi.
Sperare è pericoloso quanto ricordare.
Entrambe situazioni dentro le quali stagnare la vita e i sentimenti .
Bloccato dentro a due realtà dalle quali non sai uscire.Passato remoto e futuro anteriore.
Arginato a precluderti la gioia di vivere del presente.
Non è sufficiente "essere" è necessario"fare"
lunedì 23 novembre 2009
Corriamo dei rischi......
martedì 17 novembre 2009
Io......
Io odio il vuoto emotivo.
E' che non ci sono abituata.
E' come vivere sospesi nel nulla.
E' come aspettare un evento che non arriva.
E' come avere tutti gli ingredienti migliori per cucinare e non riuscire ad amalgamarli, a dargli forma.
E' come avere un'ancora legata al corpo che non ti permette di procedere.
E' come iniziare un sogno bellissimo e svegliarsi di colpo senza poter conoscere la fine.
E' come diventare sordi in un istante e non poter più apprezzare il dolce scorrere delle parole.
E' come quando il sole sorge e tu sei già arrivata al tramonto.
Io odio il vuoto emotivo.
E' che non ci sono abituata.
E' come vivere sospesi nel nulla.
E' come aspettare un evento che non arriva.
E' come avere tutti gli ingredienti migliori per cucinare e non riuscire ad amalgamarli, a dargli forma.
E' come avere un'ancora legata al corpo che non ti permette di procedere.
E' come iniziare un sogno bellissimo e svegliarsi di colpo senza poter conoscere la fine.
E' come diventare sordi in un istante e non poter più apprezzare il dolce scorrere delle parole.
E' come quando il sole sorge e tu sei già arrivata al tramonto.
Io odio il vuoto emotivo.
giovedì 22 ottobre 2009
Libro
Ho finito ora di leggere un libro e ho pianto.
Un libro carico di emozione.
Una storia di amore, avventura, dolore, morte, vita, e ancora amore , fantasia , mistero. Surreale e fantasioso, traboccante di azione e sentimento.
Ogni libro ha la sua anima. L'anima di chi l'ho ha scritto e di quelli che lo hanno letto e sognato. Ogni volta che qualcuno lo accarezza con le sue mani, che fa scorrere il suo sguardo sulle sue pagine, il suo spirito cresce e si rafforza.
I libri sono una benedizione per l'animo umano, là dove e quando le emozioni e i sentimenti si assopiscono hanno il potere del risveglio; fosse anche solo per l'attimo che scorre dal loro inizio alla loro fine.
Fino a quando si scriveranno libri e fino a quando sapremo leggerne mente e anima troveranno guida e riparo, come un faro luminoso che veglia e guida il navigatore nel mare carico e gonfio di tempesta.
Un libro carico di emozione.
Una storia di amore, avventura, dolore, morte, vita, e ancora amore , fantasia , mistero. Surreale e fantasioso, traboccante di azione e sentimento.
Ogni libro ha la sua anima. L'anima di chi l'ho ha scritto e di quelli che lo hanno letto e sognato. Ogni volta che qualcuno lo accarezza con le sue mani, che fa scorrere il suo sguardo sulle sue pagine, il suo spirito cresce e si rafforza.
I libri sono una benedizione per l'animo umano, là dove e quando le emozioni e i sentimenti si assopiscono hanno il potere del risveglio; fosse anche solo per l'attimo che scorre dal loro inizio alla loro fine.
Fino a quando si scriveranno libri e fino a quando sapremo leggerne mente e anima troveranno guida e riparo, come un faro luminoso che veglia e guida il navigatore nel mare carico e gonfio di tempesta.
martedì 20 ottobre 2009
Antologia di Spoon River
"George Gray"
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate,
in un porto.
In realta' non e' questa la mia destinazione ma la mia vita.
Perche' l'amore mi si offri' e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore busso' alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamo', ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita puo' finire in follia
una vita senza senso e' la tortura dell'inquietudine e del vano desiderio
e' una barca che anela al mare eppure lo teme"
Edgar Lee Master
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate,
in un porto.
In realta' non e' questa la mia destinazione ma la mia vita.
Perche' l'amore mi si offri' e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore busso' alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamo', ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita puo' finire in follia
una vita senza senso e' la tortura dell'inquietudine e del vano desiderio
e' una barca che anela al mare eppure lo teme"
Edgar Lee Master
martedì 13 ottobre 2009
c'è bisogno....
c'è bisogno di solitudine e silenzio ora. Silenzio di parole, di sguardi, di emozioni, di pensieri. C'è bisogno di solitudine dalla vita degli altri , dai consigli degli altri , dal confronto con gli altri.
C'è bisogno di andare in stand by al più presto , poter fluttuare in quel mare di nulla che non stanca, non devasta, non sfinisce i sensi. Solitudine e silenzio ; calma che addormenta e riposa il cuore, la mente, l'anima. Zittirsi e lasciare urlare il silenzio. Immergersi nella folla e poter essere soli. Svuotarsi di emozioni, emarginare i desideri, arginare i sentimenti.
Nessuna volontà, nessuna partecipazione.
Non è rinuncia, non è abbandono, non è arresa, non è disinteresse.
E' solo silenzio.
E' solo attesa.
C'è bisogno di andare in stand by al più presto , poter fluttuare in quel mare di nulla che non stanca, non devasta, non sfinisce i sensi. Solitudine e silenzio ; calma che addormenta e riposa il cuore, la mente, l'anima. Zittirsi e lasciare urlare il silenzio. Immergersi nella folla e poter essere soli. Svuotarsi di emozioni, emarginare i desideri, arginare i sentimenti.
Nessuna volontà, nessuna partecipazione.
Non è rinuncia, non è abbandono, non è arresa, non è disinteresse.
E' solo silenzio.
E' solo attesa.
mercoledì 13 maggio 2009
AI BAMBINI DEL MONDO
"La povertà non viene dal nulla; la guerra non è un evento spontaneo; l’AIDS non si diffonde per cause intrinseche: questi fenomeni sono conseguenza delle nostre scelte. Se la metà dei bambini del mondo cresce afflitta da fame e malattie, se le scuole sono divenute un bersaglio deliberato, se interi villaggi vengono spopolati dall’HIV/AIDS ciò significa che non abbiamo mantenuto le promesse fatte per l’infanzia"
Carol Bellamy, direttrice generale dell'UNICEF
" Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino"
(Kahlil Gibran da Massime Spirituali)
"Nessuno dovrebbe farti del male in nessun modo. Gli adulti dovrebbero assicurarsi che tu sia protetto da abusi, violenze o negligenze. Nemmeno i tuoi genitori hanno il diritto di farti del male."
dalla convenzione sui diritti del bambini 1989 art. 19
Carol Bellamy, direttrice generale dell'UNICEF
" Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall'orgoglio che non s'inchina davanti a un bambino"
(Kahlil Gibran da Massime Spirituali)
"Nessuno dovrebbe farti del male in nessun modo. Gli adulti dovrebbero assicurarsi che tu sia protetto da abusi, violenze o negligenze. Nemmeno i tuoi genitori hanno il diritto di farti del male."
dalla convenzione sui diritti del bambini 1989 art. 19
sabato 4 aprile 2009
martedì 24 marzo 2009
Lezione Di Prova
20,30, puntuale...
inizio lezione 20,45
antico palazzo
ingresso
scalone
bello!
cerca la sala
qui, no qui, neppure qui , prova sopra
ecco è lì
ciao
ciao
lei fa la lezione di prova
benvenuta
ciao, grazie
preparano il "pavimento"
posa e unisci con nastro adesivo
strano...
musica, comincia
sono agitata, ansiosa
mettiti così
così come?
così, incrocia le mani e posale una sopra l'altra,
appoggiale al suo petto
qui al centro, ecco, così
si sente il cuore , batte, è strano
lasciati andare, appoggiati
inclina leggermente il busto, così, verso il ballerino
appoggiati a lui, senti?
non stare dritta, appoggiati,
unisci i talloni, apri le punte dei piedi
ecco, dondola , ma non troppo
lascia cadere il peso del corpo prima a destra poi a sinistra
prova, lascia cadere il peso
lui deve sentirti e tu devi sentire lui
percepire il movimento
no, aspetta , no un momento, cosi?
si così
musica, destra sinistra destra sinistra cammina cammina
indietro indietro
i piedi, attenta, unisci i talloni e apri le punte, sedere un po' in fuori
no aspetta non riesco, non è naturale posizionare così i piedi per me
io chiudo , chiudo sempre, chiudo il busto chiudo i piedi, questo per me è naturale...
non va bene , apri appoggiati affidati
lasciati guidare
lui guida tu segui
lui ti porta tu ti lasci portare
ecco così
hei, mi trascini....
scusa, mi viene naturale , mi viene da guidare
non devi!
musica
devi seguirmi , non guidare tu!
guarda che è un ballo maschilista, mooolto maschilista
la donna si lascia portare e il maschio la porta, sempre
ah, maschilista.... ahahah
sarò un maschio allora
senti la musica? senti che devi lasciarti andare?
ora cambia posizione delle braccia
braccio sinistro appoggiato al mio braccio destro
mano destra nella mia mano sinistra
cavolo sembra una cosa seria
la musica continua, è bella, mi piace, sento che mi rilassa
ora i passi, guarda così
uno, due, tre
avanti destra indietro
così?
si così? ( sarò brava??)
gli altri intorno ballano, seguono la loro lezione
gli insegnati fermano ogni tanto per mostrare i passi, i movimenti
sono incantata, sono fantastici, sono belli e bravi
le gambe di lei si muovono in un intreccio senza esitazioni attorno, sotto ,dietro , dentro le gambe di lui
con una leggerezza e docilità ma fermezza incredibili
lui la guida, le indica la strada, dirige senza forzare i passi e i movimenti di lei, dolcemente
uniti e divisi, vicini e lontani, insieme e soli
si sfiorano, non si guardano, si abbracciano senza abbracciarsi
li invidio
ebbè, ballano da una vita, sono gli insegnanti, mi sembra ovvio....
noi continuiamo
povero, lo obbligo tutta la sera a trascinarmi come un peso addosso
però si continua
uno due tre quatto cinque
avanti a destra indietro indietro incrocia
sei sette otto
incrocia ,lancia la gamba indietro , sinistra ...
un'ora passa in fretta, finisce la lezione
grazie, buon week end
fine!
è stato bello, divertente e non si ripeterà per una serie di sfortunati eventi
per mancanza di materia prima : "il famoso ballerino".... eheheh
l'altezza ha il suo peso si sa e per ballare bisogna essere in due sennò finisce come quella canzone
...lei balla sola....
Forse, credo, che qualcuno disse un giorno che il tango è un pensiero triste espresso in forma di danza....
ma io da perfetta ignorante credo di aver percepito quel ballo come qualcosa misto a pensiero, emozione, sensazione, intimità.
inizio lezione 20,45
antico palazzo
ingresso
scalone
bello!
cerca la sala
qui, no qui, neppure qui , prova sopra
ecco è lì
ciao
ciao
lei fa la lezione di prova
benvenuta
ciao, grazie
preparano il "pavimento"
posa e unisci con nastro adesivo
strano...
musica, comincia
sono agitata, ansiosa
mettiti così
così come?
così, incrocia le mani e posale una sopra l'altra,
appoggiale al suo petto
qui al centro, ecco, così
si sente il cuore , batte, è strano
lasciati andare, appoggiati
inclina leggermente il busto, così, verso il ballerino
appoggiati a lui, senti?
non stare dritta, appoggiati,
unisci i talloni, apri le punte dei piedi
ecco, dondola , ma non troppo
lascia cadere il peso del corpo prima a destra poi a sinistra
prova, lascia cadere il peso
lui deve sentirti e tu devi sentire lui
percepire il movimento
no, aspetta , no un momento, cosi?
si così
musica, destra sinistra destra sinistra cammina cammina
indietro indietro
i piedi, attenta, unisci i talloni e apri le punte, sedere un po' in fuori
no aspetta non riesco, non è naturale posizionare così i piedi per me
io chiudo , chiudo sempre, chiudo il busto chiudo i piedi, questo per me è naturale...
non va bene , apri appoggiati affidati
lasciati guidare
lui guida tu segui
lui ti porta tu ti lasci portare
ecco così
hei, mi trascini....
scusa, mi viene naturale , mi viene da guidare
non devi!
musica
devi seguirmi , non guidare tu!
guarda che è un ballo maschilista, mooolto maschilista
la donna si lascia portare e il maschio la porta, sempre
ah, maschilista.... ahahah
sarò un maschio allora
senti la musica? senti che devi lasciarti andare?
ora cambia posizione delle braccia
braccio sinistro appoggiato al mio braccio destro
mano destra nella mia mano sinistra
cavolo sembra una cosa seria
la musica continua, è bella, mi piace, sento che mi rilassa
ora i passi, guarda così
uno, due, tre
avanti destra indietro
così?
si così? ( sarò brava??)
gli altri intorno ballano, seguono la loro lezione
gli insegnati fermano ogni tanto per mostrare i passi, i movimenti
sono incantata, sono fantastici, sono belli e bravi
le gambe di lei si muovono in un intreccio senza esitazioni attorno, sotto ,dietro , dentro le gambe di lui
con una leggerezza e docilità ma fermezza incredibili
lui la guida, le indica la strada, dirige senza forzare i passi e i movimenti di lei, dolcemente
uniti e divisi, vicini e lontani, insieme e soli
si sfiorano, non si guardano, si abbracciano senza abbracciarsi
li invidio
ebbè, ballano da una vita, sono gli insegnanti, mi sembra ovvio....
noi continuiamo
povero, lo obbligo tutta la sera a trascinarmi come un peso addosso
però si continua
uno due tre quatto cinque
avanti a destra indietro indietro incrocia
sei sette otto
incrocia ,lancia la gamba indietro , sinistra ...
un'ora passa in fretta, finisce la lezione
grazie, buon week end
fine!
è stato bello, divertente e non si ripeterà per una serie di sfortunati eventi
per mancanza di materia prima : "il famoso ballerino".... eheheh
l'altezza ha il suo peso si sa e per ballare bisogna essere in due sennò finisce come quella canzone
...lei balla sola....
Forse, credo, che qualcuno disse un giorno che il tango è un pensiero triste espresso in forma di danza....
ma io da perfetta ignorante credo di aver percepito quel ballo come qualcosa misto a pensiero, emozione, sensazione, intimità.
sabato 21 marzo 2009
domenica 15 marzo 2009
martedì 3 marzo 2009
CIRANO
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati,
io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria,
ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza
io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti,
buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto,
assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre
mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso
d' essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...
Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore,
l' avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole, ma tu, lo so, non ridi,
dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano
Francesco Guccini
io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria,
ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza
io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti,
buttate giù le carte tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto,
assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre
mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso
d' essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...
Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore,
l' avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole, ma tu, lo so, non ridi,
dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano
Francesco Guccini
domenica 1 marzo 2009
Io non nuoto ma guardo gli altri nuotare

Avete mai osservato da spettatore attento e curioso un nuotatore?
Io si. E' uno spettacolo affascinante. Già a partire dal tuffo la scena è meravigliosa. Io seguo sempre alle olimpiadi le gare di tuffo. Ho capito che la bravura è al massimo se l'impatto del corpo con l'acqua sprigiona meno schizzi possibile. Scivolare dolcemente in acqua come se il corpo non avesse ne peso ne forma, fendere l'acqua come una lama sottile e penetrante senza ferita alcuna.
Ma torniamo al nuotatore; posiziona i piedi a strapiombo a metà sul bordo della piscina, osserva la vasca , abbassa poi solleva poi riabbassa lo sguardo sulla superficie dell'acqua, china la schiena, si piega leggermente in due, allunga le braccia e spingendosi in avanti lascia scivolare il corpo nella massa liquida.
Riemerge miracolosamente pochi metri più in là, e comincia a nuotare.
Lo spettacolo prosegue affascinandomi ogni volta.
Tutti i muscoli del corpo sono in azione, tesi e in movimento sincronizzato, la testa, il collo, le spalle, le braccia, il busto, le gambe, i pedi.
Un'orchestra di elementi che creano una composizione di altissimo livello, musica morbida e suadente che coinvolge tutti i sensi dello spettatore e lo trascina in una dimensione di spazio temporale dove solo il corpo del nuotatore immerso nell'acqua segna il tempo.
Teso come una corda di violino quell'essere concentrato si muove senza pausa da una parte all'altra della vasca. La pelle tesa trattiene al suo interno in modo armonioso e perfettamente composti muscoli, ossa, nervi, tendini, carne e tutti gli elementi che compongono la massa umana. L'acqua scivola sulla pelle lucida avvolgendo quel corpo dolcemente e abbracciandolo e accarezzandolo come seta odorosa di cloro.
Immagino i suoni ovattati che il nuotatore percepisce appena e subito accantonati e dimenticati causa la concentrazione che egli ha sui suoi movimenti.
E' un momento intenso , dove dimentichi, ti abbandoni, ti perdi nel trasporto ....e se tu spettatore ti lasci coinvolgere puoi , con la mente e tutti i tuoi sensi ,partecipare a quella ballata magica dove la sola musica è quella dell'acqua e del corpo.
giovedì 19 febbraio 2009
SONO UN POETA, CARA
vuoi che mi prenda la patente e guidi l’auto?
vuoi che mi trovi un lavoro, otto ore, cinque giorni la settimana
ferie e mutua e tredicesima?
vuoi sposarmi?
e fare dei figli?
vuoi che usciamo la sera, magari venerdì
con quella coppia di tuoi amici?
e il sabato una videocassetta?
vuoi che mi prenda le mie responsabilità?
vuoi che mi prenda delle responsabilità?
dimmi, come mi vuoi?
più alto?
meglio vestito?
più profumato?
più sicuro?
meno arrapato?
più arrapato?
quante volte alla settimana vuoi che lo facciamo?
due?
tre?
solo nei week end?
prima o dopo i pasti?
vuoi stare sempre sopra tu?
godi di più così?
vuoi che continuo a scrivere?
vuoi che smetto?
vuoi che divento famoso?
vuoi che le mie poesie d’amore parlano solo di te?
vuoi che smetto di usare il congiuntivo?
o vuoi che lo uso ancora?
mi vuoi con la barba?
coi capelli lunghi?
mi vuoi senza barba?
abbronzato?
pallido?
più muscoloso?
vuoi che smetta di fumare?
vuoi che ti baci quando meno te lo aspetti?
o vuoi decidere tu quando?
vuoi avere i tuoi spazi?
vuoi uscire con le tue amiche?
vuoi dormire a destra?
vuoi dormire a sinistra?
vuoi che io dorma per terra su un materasso?
mi vuoi più dolce?
o mi vuoi più duro?
mi vuoi più bastardo?
o mi vuoi più romantico?
mi vuoi ancora?
non mi vuoi più?
fai una cosa, cara
decidi come mi vuoi
magari fai una lista
e poi sali sul tetto
e recitala ad alta voce
io sarò lontano, allora
starò correndo veloce e leggero
e il vento, forse
mi porterà le tue parole
GUIDO CATALANO
vuoi che mi trovi un lavoro, otto ore, cinque giorni la settimana
ferie e mutua e tredicesima?
vuoi sposarmi?
e fare dei figli?
vuoi che usciamo la sera, magari venerdì
con quella coppia di tuoi amici?
e il sabato una videocassetta?
vuoi che mi prenda le mie responsabilità?
vuoi che mi prenda delle responsabilità?
dimmi, come mi vuoi?
più alto?
meglio vestito?
più profumato?
più sicuro?
meno arrapato?
più arrapato?
quante volte alla settimana vuoi che lo facciamo?
due?
tre?
solo nei week end?
prima o dopo i pasti?
vuoi stare sempre sopra tu?
godi di più così?
vuoi che continuo a scrivere?
vuoi che smetto?
vuoi che divento famoso?
vuoi che le mie poesie d’amore parlano solo di te?
vuoi che smetto di usare il congiuntivo?
o vuoi che lo uso ancora?
mi vuoi con la barba?
coi capelli lunghi?
mi vuoi senza barba?
abbronzato?
pallido?
più muscoloso?
vuoi che smetta di fumare?
vuoi che ti baci quando meno te lo aspetti?
o vuoi decidere tu quando?
vuoi avere i tuoi spazi?
vuoi uscire con le tue amiche?
vuoi dormire a destra?
vuoi dormire a sinistra?
vuoi che io dorma per terra su un materasso?
mi vuoi più dolce?
o mi vuoi più duro?
mi vuoi più bastardo?
o mi vuoi più romantico?
mi vuoi ancora?
non mi vuoi più?
fai una cosa, cara
decidi come mi vuoi
magari fai una lista
e poi sali sul tetto
e recitala ad alta voce
io sarò lontano, allora
starò correndo veloce e leggero
e il vento, forse
mi porterà le tue parole
GUIDO CATALANO
martedì 10 febbraio 2009
lunedì 9 febbraio 2009
Ho Trovato Un Poeta,
l'ho trovato casualmente, mica lo cercavo io. Poi leggo alcune sue poesie, sempre per caso, mica stavo cercando poesie io. Mi sembra un tipo strano, stravagante, fuori dagli schemi, poesie che sembrano parole buttate così su un foglio bianco e lasciate lì che si appiccicano al foglio e non si staccano, parole che si inseguono senza correre, calme, semplici, tranquille, simpatiche che se le leggi una di seguito all'altra capisci che i sentimenti sono così semplici e bizzarri e veri che ti stupisci di non averci mai pensato prima anche tu a lanciare parole sul foglio e vedere che effetto fa.
L'effetto, il suo effetto, mi piace.
Parole che ti scivolano dentro e ti commuovono e ti divertono e ti fanno sentire ora felice ora triste.
Non lo conosco questo poeta delle poesie vere e bizzarre , non so chi sia, lo leggo e lo seguo su internet e mi piace, mi da allegria e verità, che poi magari se lo conosci di persona, come a volte capita, neppure ti piace più, ti delude forse, ma non importa ora è così, mi piace.
Mi sa di quelle persone semplici e dirette, che ti fanno ridere e piangere senza averne l'intenzione.
Cito una delle sue poesie,la prima che mi è capitato di leggere, poi col tempo ne citerò altre e vorrò anche andare ai suoi spettacoli e sentirlo leggere e parlare e ascoltarlo e divertirmi.
SBR
una cosa che mi piace
è il sapore di bacio di ragazza
quasi sempre
il sapore di bacio di ragazza
è una cosa tra le più belle
il sapore di bacio di ragazza
è fatto di nebbia e di fiore
non so quale fiore
forse non è un fiore che esiste
è umido e morbido e dolce
è selvatico
ecco, sì
c’è qualcosa di selvatico e nebbioso e dolce
nel sapore di bacio di ragazza
e poi c’è un profumo
è un profumo anche di caramella
ma non è una caramella che esiste dal caramellaio
è un profumo di caramella che puoi trovare
solo sulle labbra di bacio di ragazza
bisogna chiudere i tuoi occhi
per sentirlo bene
il sapore di bacio di ragazza
tu devi chiudere i tuoi occhi
e lo senti
il sapore di bacio di ragazza non sa di miele
neanche di zucchero o latte
semmai di un frutto
un frutto che è molti frutti insieme
un frutto
che al mercato non lo trovi
il fruttivendolo
uva?, ti chiederebbe
melograno?, ti chiederebbe
mela?
no, il sapore di bacio di ragazza
sa di frutto
ma un frutto che tu non puoi trovare dal
fruttivendolo
il sapore di bacio di ragazza
ti rimane sulle labbra
anche dopo
anche dopo molti minuti
anche dopo molte ore
giorni, se sei fortunato
il sapore di bacio di ragazza
non ti stanca mai
esso
è il sapore più buono di tutto il mondo
Guido Catalano
L'effetto, il suo effetto, mi piace.
Parole che ti scivolano dentro e ti commuovono e ti divertono e ti fanno sentire ora felice ora triste.
Non lo conosco questo poeta delle poesie vere e bizzarre , non so chi sia, lo leggo e lo seguo su internet e mi piace, mi da allegria e verità, che poi magari se lo conosci di persona, come a volte capita, neppure ti piace più, ti delude forse, ma non importa ora è così, mi piace.
Mi sa di quelle persone semplici e dirette, che ti fanno ridere e piangere senza averne l'intenzione.
Cito una delle sue poesie,la prima che mi è capitato di leggere, poi col tempo ne citerò altre e vorrò anche andare ai suoi spettacoli e sentirlo leggere e parlare e ascoltarlo e divertirmi.
SBR
una cosa che mi piace
è il sapore di bacio di ragazza
quasi sempre
il sapore di bacio di ragazza
è una cosa tra le più belle
il sapore di bacio di ragazza
è fatto di nebbia e di fiore
non so quale fiore
forse non è un fiore che esiste
è umido e morbido e dolce
è selvatico
ecco, sì
c’è qualcosa di selvatico e nebbioso e dolce
nel sapore di bacio di ragazza
e poi c’è un profumo
è un profumo anche di caramella
ma non è una caramella che esiste dal caramellaio
è un profumo di caramella che puoi trovare
solo sulle labbra di bacio di ragazza
bisogna chiudere i tuoi occhi
per sentirlo bene
il sapore di bacio di ragazza
tu devi chiudere i tuoi occhi
e lo senti
il sapore di bacio di ragazza non sa di miele
neanche di zucchero o latte
semmai di un frutto
un frutto che è molti frutti insieme
un frutto
che al mercato non lo trovi
il fruttivendolo
uva?, ti chiederebbe
melograno?, ti chiederebbe
mela?
no, il sapore di bacio di ragazza
sa di frutto
ma un frutto che tu non puoi trovare dal
fruttivendolo
il sapore di bacio di ragazza
ti rimane sulle labbra
anche dopo
anche dopo molti minuti
anche dopo molte ore
giorni, se sei fortunato
il sapore di bacio di ragazza
non ti stanca mai
esso
è il sapore più buono di tutto il mondo
Guido Catalano
domenica 8 febbraio 2009
Vent'anni sono tanti....
Vent'anni sono tanti, se ci pensi bene sono davvero tantissimi.
Sono poco meno della metà della mia vita, la tua no perchè sei più vecchia.
Vent'anni sono un infinità di momenti, di tempo, di giorni, di pensieri, di parole, di respiri di scambi , di tutto.
E' un tempo che ancora non capisci bene che è passato, non comprendi bene che "passato" significa andato, finito, stato, perchè il tempo è un un po' tanto bastardo, dai ammettilo, ma quanto è bastardo 'sto tempo???
Vent'anni e cambiamo, vent'anni e facciamo cose, vent'anni e ricordiamo. Ma quante cose ci siamo dette in vent'anni? Tu le ricordi tutte? Io forse no, io forse si.
Siamo entrate ed uscite l'una dalla e nella via dell'altra. Tu hai visto me io ho visto te.
Ci siamo accordate, ci siamo approvate e disapprovate a volte, ci siamo ascoltate e parlate, vicine o lontane ma sempre "ci siamo".
E' come prendere una nave con biglietto di sola andata e senza mai pensare o aspettare il ritorno, è come andare a fare shopping che non sai mai cosa e se comprerai ma sempre torni a casa con qualcosa che ti rende felice, è come fare un dolce nuovo che non sai mai come verrà ma non importa perchè lo fai con l'entusiasmo della "riuscita" della scoperta e dell'attesa.
Vent'anni sono tanti , tantissimi e sempre ancora dopo vent'anni siamo lì, siamo qui; prima, un tempo, sole , adesso sempre e ancora , solo con qualche cosa in più che ci portiamo appresso e che sono quel prolungamento della nostra vita, quei pezzetti della nostra carne che si sono materializzati in facce, occhi, gambe, braccia bocche e parlano e parlano e non stanno zitte e si scambiano le carte di Yughi-Oh sul tavolino del Caffè Letterario che la signora del bar dice "giocate sul divanetto e non sul tavolino che non c'è posto" e a loro e a noi non frega niente e invadiamo tavolo e divani di noi, di loro, di tè al gelsomino e toast e cioccolata e delle nostre parole e pensieri e paure e risa e pianti e amori e consigli che tanto non ascoltiamo mai e se ascoltiamo li adattiamo come più ci fa comodo.
E poi gli altri amici tuoi come se fossero miei e amici miei come se fossero tuoi perchè ci raccontiamo di loro , tutto di tutti e li amiamo tutti questi nostri amici comuni e sconosciuti che neppure sanno di esser "parlati" e neppure sanno di essere amati da te da me da noi.
Non sappiamo quanto andrà avanti, nessuna garanzia di eternità , ma poi chi se ne frega dell'eternità dico io, l'eternità è il presente, è quello che siamo che facciamo che abbiamo.
Vent'anni sono tanti, se ci pensi bene sono davvero tantissimi.................
Sono poco meno della metà della mia vita, la tua no perchè sei più vecchia.
Vent'anni sono un infinità di momenti, di tempo, di giorni, di pensieri, di parole, di respiri di scambi , di tutto.
E' un tempo che ancora non capisci bene che è passato, non comprendi bene che "passato" significa andato, finito, stato, perchè il tempo è un un po' tanto bastardo, dai ammettilo, ma quanto è bastardo 'sto tempo???
Vent'anni e cambiamo, vent'anni e facciamo cose, vent'anni e ricordiamo. Ma quante cose ci siamo dette in vent'anni? Tu le ricordi tutte? Io forse no, io forse si.
Siamo entrate ed uscite l'una dalla e nella via dell'altra. Tu hai visto me io ho visto te.
Ci siamo accordate, ci siamo approvate e disapprovate a volte, ci siamo ascoltate e parlate, vicine o lontane ma sempre "ci siamo".
E' come prendere una nave con biglietto di sola andata e senza mai pensare o aspettare il ritorno, è come andare a fare shopping che non sai mai cosa e se comprerai ma sempre torni a casa con qualcosa che ti rende felice, è come fare un dolce nuovo che non sai mai come verrà ma non importa perchè lo fai con l'entusiasmo della "riuscita" della scoperta e dell'attesa.
Vent'anni sono tanti , tantissimi e sempre ancora dopo vent'anni siamo lì, siamo qui; prima, un tempo, sole , adesso sempre e ancora , solo con qualche cosa in più che ci portiamo appresso e che sono quel prolungamento della nostra vita, quei pezzetti della nostra carne che si sono materializzati in facce, occhi, gambe, braccia bocche e parlano e parlano e non stanno zitte e si scambiano le carte di Yughi-Oh sul tavolino del Caffè Letterario che la signora del bar dice "giocate sul divanetto e non sul tavolino che non c'è posto" e a loro e a noi non frega niente e invadiamo tavolo e divani di noi, di loro, di tè al gelsomino e toast e cioccolata e delle nostre parole e pensieri e paure e risa e pianti e amori e consigli che tanto non ascoltiamo mai e se ascoltiamo li adattiamo come più ci fa comodo.
E poi gli altri amici tuoi come se fossero miei e amici miei come se fossero tuoi perchè ci raccontiamo di loro , tutto di tutti e li amiamo tutti questi nostri amici comuni e sconosciuti che neppure sanno di esser "parlati" e neppure sanno di essere amati da te da me da noi.
Non sappiamo quanto andrà avanti, nessuna garanzia di eternità , ma poi chi se ne frega dell'eternità dico io, l'eternità è il presente, è quello che siamo che facciamo che abbiamo.
Vent'anni sono tanti, se ci pensi bene sono davvero tantissimi.................
sabato 7 febbraio 2009
Al liceo amavo Prévert.......
Fiori e Corone
Uomo
Hai guardato il fiore più triste il fiore più squallido
E come agli altri fiori tu gli hai dato un nome
E l'hai chiamato viola del Pensiero.
Pensiero
Era come suol dirsi azzeccato
Ben pensato
E quei fioracci che non vivono mai e non sfioriscono
Tu li hai chiamati semprevivi.....
Ben gli sta...
M il lillà l'hai chiamato lillà
Lillà è un nome che ci sta
Lillà....lillà
Alle margherite hai dato un nome di donna
Oppure alle donne hai dato un nome di fiore
E' lo stesso
Contava solo che fosse bello
E piacevole.....
Infine hai dato un nome semplice ad ogni fiore semplice
E il più grande il più bello
Quello che spunta dritto sullo strame della miseria
Quello che s'erge accanto alle vecchie molle arrugginite
Accanto ai vecchi cani fradici
Accanto ai vecchi materassi rotti
Accanto alle baracche dove stanno gli anemici
Quel fiore così vivo
Tutto giallo e splendente
Quello che gli scienziati chiamano Elianto
Tu l'hai chiamato girasole
.....sole....
Ahimè!Ahimè! e mille volte ahimè!
Chi guarda il sole, eh?
Chi guarda il sole?
Il sole non lo guarda più nessuno
Gli uomini son diventati quel che son diventati
Uomini intelligenti.....
Con all'occhiello un fiore canceroso tuberoso e meticoloso
Se ne vanno guardando per terra
E pensano al cielo
Pensano.....Pensano.... non la smettono mai di pensare....
Non possono più amare i veri fiori vivi
Amano i fiori secchi i fiori appassiti
I semprevivi e i pensieri
E vanno avanti nel fango dei ricordi nel fango dei rimpianti....
Si trascinano
A stento
Nelle paludi del tempo passato
E trascinano.....trascinano le loro catene
E trascinano i piedi a passo cadenzato...
Avanzano a fatica
Reclusi nei loro campi elisi
E a squarciagola cantano una canzone funebre
Si cantano
A squarciagola
Ma tutto ciò che è morto dentro la loro testa
Per nulla al mondo vorrebbero levarlo
Perché
Nella loro testa
Cresce il fiore sacro
Il brutto fiore stitico
Il fiore malaticcio
Il fiore inacidito
Il fiore sempre vizzo
Il fiore personale....
.....Il pensiero....
Jacques Prévert
Al liceo amavo Prévert.
Noi lo guardiamo il sole, noi lo guardiamo il cielo e amiamo i fiori vivi e amiamo i nostri pensieri e amiamo dare nomi ai fiori e amiamo tutto ciò che ci rende meravigliosamente uomini....ma forse questo al liceo ancora non lo sapevo.
Uomo
Hai guardato il fiore più triste il fiore più squallido
E come agli altri fiori tu gli hai dato un nome
E l'hai chiamato viola del Pensiero.
Pensiero
Era come suol dirsi azzeccato
Ben pensato
E quei fioracci che non vivono mai e non sfioriscono
Tu li hai chiamati semprevivi.....
Ben gli sta...
M il lillà l'hai chiamato lillà
Lillà è un nome che ci sta
Lillà....lillà
Alle margherite hai dato un nome di donna
Oppure alle donne hai dato un nome di fiore
E' lo stesso
Contava solo che fosse bello
E piacevole.....
Infine hai dato un nome semplice ad ogni fiore semplice
E il più grande il più bello
Quello che spunta dritto sullo strame della miseria
Quello che s'erge accanto alle vecchie molle arrugginite
Accanto ai vecchi cani fradici
Accanto ai vecchi materassi rotti
Accanto alle baracche dove stanno gli anemici
Quel fiore così vivo
Tutto giallo e splendente
Quello che gli scienziati chiamano Elianto
Tu l'hai chiamato girasole
.....sole....
Ahimè!Ahimè! e mille volte ahimè!
Chi guarda il sole, eh?
Chi guarda il sole?
Il sole non lo guarda più nessuno
Gli uomini son diventati quel che son diventati
Uomini intelligenti.....
Con all'occhiello un fiore canceroso tuberoso e meticoloso
Se ne vanno guardando per terra
E pensano al cielo
Pensano.....Pensano.... non la smettono mai di pensare....
Non possono più amare i veri fiori vivi
Amano i fiori secchi i fiori appassiti
I semprevivi e i pensieri
E vanno avanti nel fango dei ricordi nel fango dei rimpianti....
Si trascinano
A stento
Nelle paludi del tempo passato
E trascinano.....trascinano le loro catene
E trascinano i piedi a passo cadenzato...
Avanzano a fatica
Reclusi nei loro campi elisi
E a squarciagola cantano una canzone funebre
Si cantano
A squarciagola
Ma tutto ciò che è morto dentro la loro testa
Per nulla al mondo vorrebbero levarlo
Perché
Nella loro testa
Cresce il fiore sacro
Il brutto fiore stitico
Il fiore malaticcio
Il fiore inacidito
Il fiore sempre vizzo
Il fiore personale....
.....Il pensiero....
Jacques Prévert
Al liceo amavo Prévert.
Noi lo guardiamo il sole, noi lo guardiamo il cielo e amiamo i fiori vivi e amiamo i nostri pensieri e amiamo dare nomi ai fiori e amiamo tutto ciò che ci rende meravigliosamente uomini....ma forse questo al liceo ancora non lo sapevo.
martedì 20 gennaio 2009
FRAMMENTI DI UN INUTILE INCONTRO
Al solito posto - diceva il messaggio al cellulare
Ok - fu la risposta .
Il caffè stava li come ci sta dal 1.720 lussuoso, antico, affascinate, ricco di storia e di persone.Piazza San Marco offre un'infinità di locali ma quello era il loro caffè.
Il cielo di novembre le aveva regalato due giorni di caldo sole , il clima era piacevole e poteva aspettare fuori, godersi la piazza, il tepore, i turisti.
Ancora non arrivava, l’avevano sempre innervosita i suoi ritardi ma li aveva sempre accettati ,come tutto il resto.
5 minuti, poi 10…. sapeva di poter tranquillamente entrare e sedersi al tavolino, il solito; la sala a destra, poltroncine di sinistra il penultimo tavolo vicino alla vetrata.
La confortava l’idea della certezza che lui non avrebbe sbagliato posto. Dopo tanti anni forse tutto era cambiato ma non l’abitudine di quel luogo.
Quattro ragazzi seduti al tavolino a fianco consultavano il menu e commentavano i prezzi delle consumazioni, troppo alti ormai per gente come noi. Erano allegri , carini, erano gay tutti e quattro, le ricordarono il suo amico a casa, allora per ingannare l’attesa gli mandò un messaggio; ora lui la odiava per non avergli chiesto di accompagnarla a Venezia quel week end.….
Lo vide arrivare, dalla sua postazione lo vide accelerare il passo, guardare l’orologio, sul polso destro sempre e rigorosamente come lei.
Si guardò intorno, entrò e non sbagliò tavolo.
Esitava, la guardava ed esitava in modo così disperato che lei ebbe pietà di lui, allora si alzò gli prese la mano e lo fece sedere accanto a lei.
-Sei qui! Disse lui
-Sono qui…
-Sei tu!
-Sono io…..
-Perché a Venezia?
- Venezia è sempre bella da visitare, anche cento volte, lo sai quanto io ami questa città….
-Sei tu, sei uguale , sei spaventosamente uguale a prima, a quel tempo
- Dicono così, dicono che non sia cambiata mai, devo crederci allora?
- Si, credici.
Il cameriere si presentò a prendere l’ordinazione. Lei aveva fame e chiese dei tramezzini e un succo d’arancia, lui prese il solito, un tè.
Si accorse subito di quanto si sentiva ancora e sempre a suo agio con lui , anche dopo tanto tempo , anche dopo tutto, anche dopo…
Era ciò che provava ogni volta che lo vedeva.
Gli sguardi indugiavano sul piano del tavolino di marmo , sui divanetti, sulle pareti, su di loro.
Si raccontarono con esitazione, non sapendo sino a dove potessero arrivare, sino a cosa potessero dire ,sino a quando potessero ritornare indietro nel tempo.
La famiglia, i figli, il lavoro, gli interessi, le passioni, gli amici , lei ..
La sua vita, le sue donne, i suoi non figli , il suo lavoro, i suoi interessi, i suoi amici, lui…
Lo sentiva, lo sentiva ancora come un tempo e sentirlo per lei significava trovarselo dentro, nel cuore, nei gesti, nella mente, nelle parole, sotto la pelle. Sensi ed emozioni.
Lo aveva davvero amato allora quel ragazzo che ogni volta ritrovava più uomo , coi segni dei pensieri sulla fronte, i segni dei sorrisi attorno alle labbra, i segni forse delle lacrime attorno agli occhi?
Pezzi di vita che lei non conosceva , momenti di gioia e dolore che non aveva voluto condividere. Provò una fitta di gelosia così intensa che dovette trattenere un gemito di rimpianto e rammarico. Respirò profondamente perché il fiato si era involontariamente fatto corto.
Doveva controllarsi ,si era imposta di non fallire, di non comunicare ciò che provava , non adesso, non più .Non era facile per lei emotiva com’era e un’esitazione nel suo sguardo fece si che lui capì. Sorrise allora, felice di ciò che aveva appena percepito, felice di scoprire che, a dispetto della volontà, là nel centro dei loro corpi, nel centro dei loro pensieri ancora viveva un po’ di ciò che un tempo li aveva disperatamente e meravigliosamente uniti.
-resta con me questi due giorni, questa notte , disse lui
-non posso
-perché?
-ho già pagato l’albergo…...
-Cinica! Cinica e stronza come un tempo.
- mi amavi per questo no? sorrise
- no non ti amavo, ti amo
- mi amavi, preferisco usare i verbi al passato, per sentirmi meno in colpa, capisci ?....
- resta con me allora, per espiare le tue colpe almeno
- le nostre colpe vorrai dire. Che senso avrebbe? Fare un bagno nel mare del passato non può far altro che ripresentarci il presente più vivo e più prepotente.
- le nostre colpe vorrai dire. Che senso avrebbe? Fare un bagno nel mare del passato non può far altro che ripresentarci il presente più vivo e più prepotente.
Rimasero a lungo seduti a quel tavolino, rimasero tutto il tempo possibile per potersi parlare e guardare e ricordare e ricordarsi l'un l'altro. Una carica per poter affrontare il tempo a venire, quel tempo che ancora sarebbe trascorso da li al loro prossimo incontro.
Lasciamo tracce nella nostra vita, tracce di noi e di altri e non lo sappiamo, non lo vogliamo, non lo prevediamo.
mercoledì 14 gennaio 2009
A VOI DUE
Io vi guardo e vi vedo e ogni mio sguardo posato su di voi è per me linfa vitale.
io vi guardo e vi vedo anche quando non siete con me e mi sento in credito col destino e mi sento in debito con la vita.
Mi avete inconsapevolmente e involontariamente resa immortale.
Siamo fusione di cellule vitali legate tra di loro da un patto naturale e un destino sconosciuto da vivere giorno per giorno.
Scambio di palpiti d'amore gratuito, anche quando non vuoi, anche quando non sai.
Nati da un grembo generoso, da un cuore desideroso di donare, da anima che sa accogliere.
Siete miei ma non vi possiedo, non mi appartenete.
Siete del mondo, siete della vita ; LA VOSTRA.
io vi guardo e vi vedo anche quando non siete con me e mi sento in credito col destino e mi sento in debito con la vita.
Mi avete inconsapevolmente e involontariamente resa immortale.
Siamo fusione di cellule vitali legate tra di loro da un patto naturale e un destino sconosciuto da vivere giorno per giorno.
Scambio di palpiti d'amore gratuito, anche quando non vuoi, anche quando non sai.
Nati da un grembo generoso, da un cuore desideroso di donare, da anima che sa accogliere.
Siete miei ma non vi possiedo, non mi appartenete.
Siete del mondo, siete della vita ; LA VOSTRA.
giovedì 8 gennaio 2009
LETTURA , PENSIERI, EMOZIONI
L'Eleganza Del Riccio - Muriel Barbery
"Allora, pioggia d'estate.
Me la ricordo questa pioggia d'estate.
Giorno dopo giorno percorriamo la nostra vita come si percorre un corridoio. (......)
E poi, pioggia d'estate....
Sapete cos'è la pioggia d'estate?
All'inizio la bellezza pura che irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro stesso del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo.
Dopo, percorrere un corridoio e d'improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un'altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non è più un involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell'acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita.
Poi, come le lacrime, che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia lavata dalla discordia, così la pioggia estiva, spazzando via la polvere immobile, è per l'anima degli esseri come un respiro infinito.
Quindi certe piogge d'estate si radicano in noi come un nuovo cuore che batte all'unisono con l'altro"
Chi non ha mai cercato la propria pioggia d'estate?
Chi non ha mai immaginato di lavarsi con l'acqua che scende per tutti e per nessuno?
Affascinante la pioggia improvvisa, i colori del cielo prima, durante e dopo.
Magnifici gli odori che per magia scaturiscono sorprendenti e prepotenti da tutto ciò che viene bagnato.
Cos'è poi per ciascuno di noi la pioggia d'estate? Libera interpretazione....
Il cambiamento, il bivio, la porta che non sai aprire, quella che hai appena aperto o quella che ti sei appena chiuso alle spalle, la sorpresa, l'attesa, la novità, il sogno.
Il prima e il dopo : due facce della stessa medaglia, dipende solo da che parte la guardi.
Qualcuno la cerca e non la trova questa pioggia improvvisa, qualcuno la evita ma ne viene improvvisamente investito, qualcuno bagnato fradicio ne gode ancora l'effetto benefico.
Io semplicemente scruto il cielo.....
"Allora, pioggia d'estate.
Me la ricordo questa pioggia d'estate.
Giorno dopo giorno percorriamo la nostra vita come si percorre un corridoio. (......)
E poi, pioggia d'estate....
Sapete cos'è la pioggia d'estate?
All'inizio la bellezza pura che irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro stesso del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo.
Dopo, percorrere un corridoio e d'improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un'altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non è più un involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell'acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita.
Poi, come le lacrime, che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia lavata dalla discordia, così la pioggia estiva, spazzando via la polvere immobile, è per l'anima degli esseri come un respiro infinito.
Quindi certe piogge d'estate si radicano in noi come un nuovo cuore che batte all'unisono con l'altro"
Chi non ha mai cercato la propria pioggia d'estate?
Chi non ha mai immaginato di lavarsi con l'acqua che scende per tutti e per nessuno?
Affascinante la pioggia improvvisa, i colori del cielo prima, durante e dopo.
Magnifici gli odori che per magia scaturiscono sorprendenti e prepotenti da tutto ciò che viene bagnato.
Cos'è poi per ciascuno di noi la pioggia d'estate? Libera interpretazione....
Il cambiamento, il bivio, la porta che non sai aprire, quella che hai appena aperto o quella che ti sei appena chiuso alle spalle, la sorpresa, l'attesa, la novità, il sogno.
Il prima e il dopo : due facce della stessa medaglia, dipende solo da che parte la guardi.
Qualcuno la cerca e non la trova questa pioggia improvvisa, qualcuno la evita ma ne viene improvvisamente investito, qualcuno bagnato fradicio ne gode ancora l'effetto benefico.
Io semplicemente scruto il cielo.....
lunedì 5 gennaio 2009
CERTEZZA
Le passioni sono il nostro pane quotidiano.
Non possiamo permetterci il lusso di non appassionarci a qualcosa nella vita.
Ma questo è solo il mio pensiero......
Non possiamo permetterci il lusso di non appassionarci a qualcosa nella vita.
Ma questo è solo il mio pensiero......
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