venerdì 4 dicembre 2009

9 DICEMBRE 1991

Ho sempre parlato di lui, ne ho sempre raccontato a chiunque, senza dolore, forse rimpianto, ma certamente con orgoglio.
Lui è stato il primo e per mio immenso desiderio non l’ultimo. Ora a distanza di tanti anni casualmente io mi trovo a scrivere di lui.
Lui è arrivato inaspettato, senza cercarlo come si dice in gergo, come succede con le sorprese meravigliose. Un ritardo, un test, una conferma. Lui già c’è, già esiste , già vive in me. Mi sento catapultata in una nuova dimensione , provo ad immaginarmi e mi sorprendo a sognare più di quanto per indole io già non faccia da tutta la vita. Trascorrono i mesi, c’è una scadenza, fine Gennaio, un acquario penso, come me, e sono felice perché già abbiamo qualche cosa in comune.
Poi , come a volte capita nei sogni più belli , l’incantesimo bruscamente s’interrompe in quel
9 dicembre 1991 e dopo soli 6 giorni anche la vita si interrompe; la sua , e nello stesso istante anche la mia sembra non esistere più, o almeno non avere alcun senso.
Come si fa a comprendere? Come si fa ad accettare?
Si fa! Questa è la vita, questa è la morte.
Un ricordo, una polaroid scattata da un medico compassionevole che mai ho conosciuto e che mai smetterò di ringraziare. Forse una mamma, certamente mamma. Solo una madre sa quanto abbiamo bisogno di fermare su immagini i nostri figli. E’ come averli per sempre, puoi sempre guardarli.
E’ un dolore forte, acuto.
Un pezzetto del mio cuore è stato strappato, è andato perso che ancora oggi non riesco a trovarlo, ho fisicamente percepito la lacerazione , ma tanto cuore ancora è rimasto che mi permette di vivere, sperare desiderare ancora.
E tanto ho desiderato che il destino ha mandato altri due piccoli cuori che ancora palpitano e , grazie a loro, io ancora esisto.
Lui è stato il primo ma non l’ultimo e si sa per il primo si riserva sempre un amore particolare.
Come vuole la leggenda , il primo amore non si scorda mai, il mio primo amore si chiama Mattia.

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